Hai cambiato fornitore IT? Ecco cosa verificare nei primi 90 giorni

Cambiare fornitore IT è una delle decisioni più delicate per una PMI.

Hai sopportato per anni un servizio scadente, risposte lente, problemi mai risolti. Finalmente ti sei deciso. Hai trovato un nuovo partner, firmato il contratto, brindato al cambiamento.

E poi? Nei primi 90 giorni si gioca tutto. È in questa fase che emergono i problemi nascosti: password non documentate, configurazioni sconosciute, backup inesistenti, contratti intestati a chi non dovevano essere intestati.

Questo articolo è una guida pratica per gestire la transizione. Una checklist di tutto quello che devi verificare — e pretendere — nei primi tre mesi con il nuovo fornitore.

Prima del cambio: cosa pretendere dal vecchio fornitore

La transizione inizia prima ancora che il nuovo fornitore entri in scena. Devi recuperare dal vecchio tutto quello che ti serve.


Password e credenziali

Tutte. Server, router, firewall, dominio, hosting, posta elettronica, gestionali, account cloud. Se il vecchio fornitore resiste o dice che “non le ha”, è un segnale grave — ma non raro.


Documentazione della rete

Mappa della rete, indirizzi IP, configurazioni dei dispositivi, procedure di backup. Se non esiste documentazione scritta (e spesso non esiste), pretendi almeno un documento riassuntivo dello stato attuale.


Contratti e abbonamenti

Licenze software, contratti di assistenza, abbonamenti cloud, domini. Per ognuno: intestatario, scadenza, costi, modalità di rinnovo. Alcuni potrebbero essere intestati al fornitore invece che all’azienda — problema da risolvere subito.


Backup

Dove sono? Su quale supporto? Con quale frequenza vengono fatti? Sono stati testati? Pretendi una copia completa e verificane l’integrità prima di chiudere con il vecchio fornitore.

Un consiglio: metti tutto per iscritto. Una mail formale con l’elenco di ciò che ti serve, una data limite per la consegna, e la chiara indicazione che senza queste informazioni non considererai concluso il rapporto.


Giorni 1-30: prendere il controllo

Il primo mese è dedicato a una sola cosa: prendere il controllo dell’infrastruttura.


Inventario completo

Il nuovo fornitore deve mappare tutto: server fisici e virtuali, dispositivi di rete, PC, stampanti, servizi cloud, software installati. Non puoi proteggere ciò che non conosci.


Verifica delle credenziali

Testare che tutte le password funzionino. Cambiarle se erano note al vecchio fornitore. Centralizzarle in un password manager sicuro.


Assessment di sicurezza

Scansione delle vulnerabilità, verifica delle configurazioni, controllo degli accessi. È il momento di scoprire i problemi nascosti prima che diventino emergenze.


Test dei backup

Non fidarti di quello che ti hanno detto. Testa il ripristino. Verifica che i backup siano completi, recenti, integri. È l’azione più importante di tutto il mese.

Checklist primo mese:

✅ Inventario completo di tutti i dispositivi e servizi

✅ Tutte le credenziali recuperate e testate

✅ Password cambiate dove necessario

✅ Assessment di sicurezza completato

✅ Test di ripristino backup eseguito con successo

✅ Contratti e abbonamenti verificati e trasferiti


Giorni 30-60: stabilizzare e documentare

Il secondo mese è dedicato a stabilizzare l’infrastruttura e creare la documentazione che mancava.


Risoluzione delle criticità

L’assessment del primo mese avrà rivelato problemi. Ora si risolvono, in ordine di priorità: prima quelli che rappresentano rischi immediati, poi gli altri.


Documentazione completa

Mappa della rete, procedure operative, ruoli e responsabilità, contatti di emergenza. Tutto scritto, tutto accessibile. Se il nuovo fornitore sparisse domani (speriamo di no), qualcun altro potrebbe prendere in mano la situazione.


Formazione del personale

I dipendenti devono sapere chi chiamare, come segnalare i problemi, quali sono le nuove procedure. Un cambio fornitore è anche un cambiamento culturale.


Definizione degli SLA

Tempi di risposta garantiti, procedure di escalation, metriche di performance. Tutto contrattualizzato. “Rispondiamo velocemente” non è uno SLA. “Risposta entro 15 minuti per criticità bloccanti” lo è.

Checklist secondo mese:

✅ Criticità identificate nell’assessment risolte

✅ Documentazione completa dell’infrastruttura creata

✅ Personale formato sulle nuove procedure

✅ SLA definiti e contrattualizzati

✅ Procedure di escalation chiare e testate

✅ Monitoraggio attivo su tutti i sistemi critici


Giorni 60-90: ottimizzare e misurare

Il terzo mese è dedicato all’ottimizzazione e alla verifica che tutto funzioni come previsto.


Verifica delle performance

I sistemi sono più veloci? I problemi vengono risolti in tempi ragionevoli? Gli SLA vengono rispettati? Se qualcosa non funziona, è il momento di dirlo.


Ottimizzazione dei costi

Licenze inutilizzate da eliminare, servizi ridondanti da consolidare, contratti da rinegoziare. Spesso un cambio fornitore è l’occasione per fare pulizia.


Piano di continuità

Cosa succede se il server principale va giù? E se il datacenter ha un problema? Il piano di disaster recovery deve essere scritto, condiviso, testato.


Revisione del rapporto

Un incontro di fine trimestre per valutare come è andata la transizione. Cosa ha funzionato, cosa no, cosa migliorare. È il momento di mettere le carte in tavola.

Checklist terzo mese:

✅ Performance dei sistemi verificata e documentata

✅ SLA verificati rispetto ai tempi reali di risposta

✅ Ottimizzazione dei costi completata

✅ Piano di disaster recovery scritto e testato

✅ Revisione trimestrale effettuata con il fornitore

✅ Roadmap per i prossimi 6 mesi definita

Red flag: quando preoccuparsi del nuovo fornitore

A volte il nuovo fornitore non è meglio del vecchio.

Ecco i segnali d’allarme:

Non fa domande

Un buon fornitore fa molte domande nei primi giorni. Vuole capire il tuo business, le tue priorità, i tuoi vincoli. Se non chiede nulla e parte subito con soluzioni preconfezionate, non ti sta ascoltando.


Non documenta

Se dopo 30 giorni non hai ancora visto una mappa della rete o un inventario, c’è un problema. La documentazione non è un optional.


Non testa i backup

“I backup ci sono” non basta. Se il fornitore non propone un test di ripristino nel primo mese, non sta facendo il suo lavoro.


Promette tutto

Attenzione a chi dice sempre sì. “Certo che possiamo”, “nessun problema”, “ci pensiamo noi”. Un buon fornitore dice anche no, quando qualcosa non è fattibile o non è saggio.


È irreperibile

Se già nei primi mesi fai fatica a ottenere risposte, immagina tra un anno. La comunicazione deve essere fluida fin dall’inizio.


Non parla di sicurezza

Se il fornitore non solleva mai il tema della sicurezza, probabilmente non la considera una priorità. È un problema.


Come evitare il lock-in con il nuovo fornitore

Sei appena uscito da una situazione di dipendenza. Non ricaderci.


Pretendi la proprietà delle credenziali

Tutte le password devono essere tue, accessibili in qualsiasi momento, anche senza il fornitore.


Pretendi documentazione continua

Non solo all’inizio: la documentazione deve essere aggiornata a ogni modifica. È parte del servizio.


Verifica i contratti

Clausole di uscita, preavviso, penali, proprietà dei dati. Leggile prima di firmare.


Mantieni competenze interne

Almeno una persona in azienda deve capire le basi: dove sono i dati, chi chiamare in emergenza, come funzionano i sistemi critici.


Checklist completa dei 90 giorni

Riassumendo, ecco tutto quello che devi verificare:

Prima del cambio:

✅ Password e credenziali recuperate

✅ Documentazione esistente raccolta

✅ Contratti e abbonamenti mappati

✅ Backup copiati e verificati

Giorni 1-30:

✅ Inventario completo

✅ Credenziali testate e cambiate

✅ Assessment di sicurezza

✅ Test ripristino backup

Giorni 30-60:

✅ Criticità risolte

✅ Documentazione completa

✅ Personale formato

✅ SLA definiti

Giorni 60-90:

✅ Performance verificate

✅ Costi ottimizzati

✅ Piano disaster recovery

✅ Revisione trimestrale

Cambiare fornitore IT è un investimento di tempo ed energia. Ma se fatto bene, è anche un’opportunità: per fare pulizia, per migliorare la sicurezza, per riprendere il controllo di un’infrastruttura che era sfuggita di mano.

I primi 90 giorni sono critici. Quello che verifichi (o non verifichi) in questa fase determinerà la qualità del rapporto per gli anni a venire.

Non avere fretta. Fai le domande giuste. Pretendi le risposte giuste. E se qualcosa non torna, meglio saperlo al terzo mese che al terzo anno.

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